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Il sushi: un salto nella filosofia e nella tradizione giapponese.

Pubblicato da Francesca in Di tutto un po · 01/11/2012 16.06.37
Tags: sushisashinigiapponecucinagiapponese

Non azzardatevi mai a definire il sushi semplicemente cibo davanti ad un giapponese!

La ricerca della perfezione estetica, la bellezza impeccabile nella presentazione dei cibi, l’armonia dei colori nel piatto e l’equilibrio degli accostamenti, l’attenta scelta delle stoviglie e della loro disposizione, il rispetto del ritmo delle stagioni per la scelta degli ingrendienti….
Tutto questo non può essere chiamato cibo, il sushi è una forma d’arte con una tradizione centenaria alle spalle.




Mangiare giapponese non è solo sfamarsi, è un’ esperienza culturale, che mette in contatto con una concezione religiosa e filosofica, quella buddista, dalla quale questa cucina trae i suoi principi fondamentali.

Nella preparazione di sushi e sashimi il cuoco esprime il suo senso artistico e dimostra le proprie abilità nel comporre i piatti, usando i bocconcini di riso come fossero tessere di un mosaico, o distribuendo sottili fettine di pesce come pennellate di un dipinto.



L’arte del maestro di sushi richiede molti anni di apprendistato, almeno 4 prima di poter prendere in mano un coltello e 10 prima di potersi presentare come chef. Volontà, disciplina, autocontrollo, senso estetico e una forte personalità sono doti essenziali per chi vuole intraprendere questa “onorevole professione”.
La ricompensa? Considerazione e rispetto. Tanto che i maestri di sushi vengono spesso paragonati ai nobili samurai.



Esistono molti tipi di sushi, ma quelli che più facilmente troviamo in Italia sono i nighiri  (le polpettine di riso guarnite con una fettina di pesce), i futomaki  (i colorati rotolini di riso ricoperti con alga nori e farciti con pesce e verdure), gli hosomaki (simili ai precedenti ma fatti con un solo ingrediente) e gli uramaki  (i rotolini con i semi di sesemo ripieni di pesce e verdure).




Ci sono un milione di cose da dire sul sushi, ma non posso fare un articolo da 10 pagine. Chi è interessato può cercare su internet: troverete milioni di informazioni. Io continuo a preferire i libri, in questo caso “Sushi e Sashimi. L’arte della cucina giapponese. “ Edito da Giunti.

Quindi per essere brevi, copiando spudoratamente dal menù a portar via dell’ Oishii, vi dico solo altre due cose riguardo gli aspetti benefici del sushi:

6-7 pezzi di sushi hanno solo 300 calorie;
il pesce è ricco di omega-3 e omega-6 che aiutano a mantenere il cuore sano;
l’aceto per sushi usato nel riso abbatte il colesterolo;




il sushi contiene un perfetto mix di proteine, carboidrati, vitamine e minerali;
il pesce aiuta lo sviluppo del cervello e riduce i mal di testa;
il wasabi protegge il corpo ed è un potente antibatterico.

Se i giapponesi godono dell’aspettativa di vita più lunga al mondo ci sarà un perché!

Ovviamente vi ho parlato del sushi perché l’ho preparato ieri sera.




E’ un procedimento lungo, per fare qualcosa di apprezzabile ci vuole un pomeriggio intero. E bisogna ricordarsi di comprare il pesce qualche giorno prima per poterlo congelare. Viene da sé che non è certo un piatto da preparare una volta alla settimana.




Questo mi da la “scusa” per invitare amici a cena!



Riassumendo: ho passato il pomeriggio facendo una delle cose che amo di più fare, ho riso per tutta la serata e ho mangiato genuino…. non fosse stato per il vino e per le due confezioni di praline di Amedei …






Il risultato è ancora molto lontano dalla perfezione che vorrei raggiungere, ma miglioro ogni volta che lo faccio ;)







Fonte: Sushi e Sashimi. Giunti editore.
          Menù a portar via Oishii.
          internet in qua e là.










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